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SALVE A TUTTI DI RITORNO QUI SUL MIO BLOG DOPO TANTO,TROPPO TEMPO MI FA VERAMENTE PIACERE SCRIVERE QUESTE DUE RIGHE PER COMUNICARVI CHE IL MIO BLOG NON è CHIUSO ANZI APERTISSIMO IL PROBLEMA DI QUESTA PICCOLA PAUSA E' PERCHE CON ALCUNI MIEI AMICI ABBIAMO PENSATO E PRODOTTO UN PICCOLO CORTOMETRAGGIO WESTERN IL CHE MI HA PORTATO VIA MOLTO TEMPO PERO ORA POSSO FARVI VEDERE QUALCOSA QUALCHE PICCOLA SCENA OPPURE QUALCHE FOTO.....A èPRESTO SALUTI


commento scarabocchiato da: uomodelwest
alle 00:57
del giorno: domenica, 27 settembre 2009
a proposito di film
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QUEL TRENO PER YUMA
http://www.filmnelweb.com/wp-content/uploads/2009/01/quel-treno-per-yuma.jpeg

La trama è la medesima del film del 1957.

Arizona, seconda metà del '800.

Dan, veterano della guerra civile e allevatore in gravi difficoltà per la siccità che colpisce la zona in cui sorge la sua fattoria, contribuisce alla cattura del fuorilegge Ben Wade la cui banda ha preso di mira i corrieri della Southern Pacific Railroad.

Accetta quindi un'offerta in denaro per scortare, assieme ad altri volontari, il fuorilegge fino alla stazione della vicina città di Contention, dove un treno lo condurrà poi al carcere-fortezza di Yuma. È conscio che dovrà fronteggiare l'intera banda di Wade che aspetta l'occasione giusta per liberarlo.

Durante il viaggio di trasferimento Evans e Wade, sempre a stretto contatto, giungono ad ottenere - ciascuno secondo la propria prospettiva - una sorta di reciproco rispetto.

La suspence cresce in attesa del treno delle 3 e 10 per Yuma (da cui il titolo originale 3:10 to Yuma) acuendo il conflitto psicologico tra i due protagonisti diretti entrambi verso il rispettivo destino.


commento scarabocchiato da: uomodelwest
alle 14:00
del giorno: martedì, 01 settembre 2009
a proposito di film
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IL BUONO IL BRUTTO E IL CATTIVO
CON
CLINT EASTWOOD
LEE VAN CLEEF
ELI WALLACH


http://filmup.leonardo.it/posters/loc/500/ilbuonoilbrutto.jpg
Durante la guerra di secessione Sentenza (L. Van Cleef), assassino a pagamento, il Biondo (C. Eastwood), bounty-killer, e Tuco (E. Wallach), fuorilegge messicano, fanno società, pur senza alcuna fiducia reciproca, per la caccia a un tesoro nascosto. Scritta da L. Vincenzoni, Age & Scarpelli, la “trilogia del dollaro” si chiude nel grottesco: la violenza si carica di ironia beffarda, la guerra è un banditismo organizzato, il racconto è costruito come un gioco dell'oca dove il numero ricorrente è il tre. Il personaggio meno interessante è quello di C. Eastwood. Incassò più di 3 miliardi di lire nella stagione 1966-67.

Guerra civile americana. Tuco detto il brutto e il Biondo detto il buono sono in società, sul primo c’è una taglia di 2000$ ed al secondo spetta arrestarlo di volta in volta e poi aiutarlo a scampare all’impiccagione sparando la corda da una considerevole distanza. Sentenza, detto il cattivo, è un sicario che scopre l’esistenza di una cassa piena di dollari. Presa una taglia da 3000$ il biondo decide di sciogliere la società con Tuco abbandonandolo nel deserto. Sentenza intanto si mette sulle tracce di Bill Carson, l’uomo che dovrebbe sapere dove si trova il bottino, e che è partito in guerra. Tuco intanto, ritrovato il Biondo, cerca di impiccarlo per vendicarsi ma l’esplosione di una palla di cannone nella stanza dei due permette al secondo di fuggire. Seguendo le tracce lasciate dal Biondo, Tuco riesce a scovarlo mentre sta facendo lo stesso giochetto dell’impiccagione con un altro compare. Tuco così lo obbliga a seguirlo a piedi nel deserto, e quando il Biondo sta per cedere compare fra le dune una diligenza carica di sudisti mezzi morti. Uno di loro è Bill Carson il quale riesce a dire a Tuco il nome del luogo dove è stato seppellito il denaro e, mentre quello è andato a prendere dell’acqua, dice il nome esatto della tomba al Biondo. Tra i due nasce una necessaria complicità per trovare il bottino. Tuco porta il Biondo in un convento di francescani dove ritrova suo fratello. Sentenza nel frattempo è riuscito ad inserirsi come sergente in un campo di reclusione nordista. Quando Tuco e il Biondo sono arrestati come prigionieri (indossavano, infatti, abiti sudisti) Sentenza crede di aver trovato Bill Carson (in realtà Tuco che aveva sottratto i documenti a quello) e dopo aver costretto Tuco a dirgli il nome del cimitero, convince il Biondo ad accompagnarlo. Tuco intanto, trasportato verso un altro campo da un grosso caporale riesce a fuggirgli gettandosi dal treno assieme a questo ed uccidendolo. Tuco ed il Biondo si incontrano nuovamente in una cittadina devastata dalla guerra e riescono ad uccidere tutti i compari di Sentenza tranne che lui. I due si rimettono in cammino ma per raggiungere il luogo dove sono seppelliti i dollari devono anche oltrepassare un fiume sul quale i due eserciti si stanno scannando per mantenere il controllo di un ponte. Fatto saltare il ponte e passata una giornata di combattimenti, al mattino la coppia si ritrova dall’altra parte del fiume e sempre più vicina al bottino. Scovato il cimitero, nel quale Tuco sembra perdersi, seguiti e raggiunti da Sentenza, un duello a tre porrà fine a questa odissea ed il bottino sarà diviso tra il Biondo e Tuco, appeso questo ad un albero e con le mani legate.

Terzo film del genere western all’italiana per Sergio Leone, padre di un filone che è presto diventato meta (come dice Enrico Grezzi) di una serie di prodotti che si distanziano dai prototipi di bandiera statunitense. Basta il volto del primo personaggio, a pieno schermo, per capire in che ambito del cinema ci ritroviamo, un western barocco ed al tempo stesso crudo e rigido come la sua legge. Sceneggiatura di Age, Scarpelli e Vincenzoni, con intenzione di partenza di rifare La grande guerra (1959) di Monicelli, solida come una cassa da morto sotterrata in un cimitero con oltre mille anime. Lo sguardo di Leone sulla guerra è tutto negli occhi di Tuco ed il Biondo che osservano il sergente ferito prima di far saltare il ponte, gli unici due che non hanno abiti militari e che per vedere meglio il ferito si sporgono di mezzo passo cencioso. La follia di Tuco nel cimitero è il simbolo di un mondo che cerca ricchezza fra la morte di migliaia di uomini. Attori superlativi, volti e battute che s’inseriscono di prepotenza nel cinema; musiche di Morricone entrate nel mito e fotografia d’altissimo livello (girato in Spagna). È impossibile dire quale sia la sequenza migliore, ogni cinefilo ne ha sicuramente una sua preferita (quella della prima impiccagione di Clint Eastwood; la banda che suona sul pestaggio di Tuco; le panoramiche sui campi di guerra; l’esplosione del ponte; il duello finale o la corsa fra le tombe di Eli Wallach con la “Febbre dell’oro” di Morricone). La ballerina Chelo Alonso fa la comparsa di una contadina messicana picchiata da Lee Van Cleef.


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alle 14:52
del giorno: martedì, 16 giugno 2009
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TEXAS ADDIO
CON FRANCO NERO

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/b/bf/Texas_addio.jpg
Lo sceriffo Burt Sullivan lascia il Texas per andare in Messico ad arrestare l'uomo che gli ha ucciso il padre tanti anni prima, l'uomo che sta cercando è divenuto un ricco e spietato possidente di nome Cisco Delgado, Burt vuole riportare l'uomo in Texas dove deve pagare i crimini commessi in passato, a seguirlo vi è il giovane fratello Jim. La caccia sarà lunga e piena di pericoli fino all'epilogo finale quando Jim scoprirà di essere il figlio di Delgado e Burt regolerà i contI.

Ferdinando Baldi gira un'ottimo film, anche se la storia non è tra le più originali questo resta un bellissimo western italiano, straordinaria anche la frase che ripercorre il film: "Vivo o morto tu verrai nel Texas con me" scene d'azione girate con cura e con vero mestiere, dialoghi straordinari e un Franco Nero perfetto e spietato, sicuramente questo film è uno tra i più belli girati da Ferdinando Baldi, che aggiunge un'altro tocco originale per l'abbigliamento di Franco Nero: una bellissima ed insolita giacca di pelle. Capolavoro.


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alle 01:01
del giorno: domenica, 07 giugno 2009
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POCHI DOLLARI PER DJANGO
CON ANTHONY STEFFEN



La banda di Trevor Northon fa un grande colpo alla banca di Abilene. Sulle sue tracce si mette Django uno spietato bounty killer che è divenuto sceriffo del paese. Il fratello di Northon padre della bella Sally decide di intervenire aiutando Django a far rispettare la legge in paese e fermare la banda di fuorilegge.

Insolito western diretto da Castellari, il film non è tra i migliori di Steffen, ne tra i migliori di Castellari. Anche al botteghino ebbe un successo minimo nel '67, da notare che la regia venne e viene attribuita a Leon Klimovsky regista russo, molto affermato in Spagna in quegli anni, ma in realtà è di Enzo G.Castellari qui al suo primo western diretto, regia che non gli venne attribuita perchè allora era un regista semi-sconosciuto nell'ambito dello spaghetti westen.


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alle 15:04
del giorno: lunedì, 18 maggio 2009
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INDIO BLACK
sai che ti dico:sei un gran figlio di....
con
yul brinner
e ignazio spalla

File:Indio Black.gruppo.jpg

Il messico è ancora una provincia dell'impero austriaco di Massimiliano, ma la resistenza messicana si sta organizzando e sempre più focolai di ribellione scoppiano nelle città. Il capo della rivoluzione, Ocaño, (Franco Fantasia) incarica Escudo (Ignazio Spalla), un messicano ribelle, di derubare un ingente carico d'oro che sarebbe partito, pochi giorni dopo, da un forte austriaco. Per aiutare Escudo e i suoi uomini nell'impresa, Ocaño li affianca ad Indio Black (Yul Brynner), un formidabile pistolero, anche se "gringo". Al gruppo si unirà anche Ballantine, un vecchio amico di Indio Black.

Giunti sul luogo della rapina però, qualcuno li precede: altri messicani si impossessano del carico. Non riconoscendoli, Indio Black e Escudo attaccano e uccidono quelli che sembrano guerriglieri. Dopo aver vinto lo scontro, si impossessano del carro con l'oro e cercano di capire di più su quello che è successo: i guerriglieri infatti erano austriaci travestiti. Mentre portano l'oro da Ocaño, oro che serviva per comprare altre armi per la rivoluzione, vengono a sapere però che la rivoluzione è quasi conclusa: gli austriaci si stanno ritirando quasi dappertutto, perciò i 5 sopravvissuti decidono di dividersi l'oro piuttosto che consegnarlo e farlo finire chissà dove a rivoluzione conclusa.

Aprendo la cassa però, la trovano piena di terra. Così capiscono che in realtà la rapina che loro hanno sventato era stata organizzata dal colonnello austriaco, per incolpare i messicani e tenersi l'oro. Così il gruppo decide di andare direttamente al forte, e grazie alle capacità di ognuno dei membri del gruppo, riescono ad espugnarlo e a rubare l'oro.

Curiosità 

  • Il film è idealmente il seguito di Ehi amico... c'è Sabata, hai chiuso!, anche se alcuni attori presenti nel primo film qui interpretano personaggi diversi, e non è possibile trovare un vero filo conduttore tra le due sceneggiature.


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alle 13:35
del giorno: lunedì, 27 aprile 2009
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DJANGO IL BASTARDO
CON
ANTHONY STEFFEN

http://www.deastore.com/covers/801/722/942/batch3/8017229426131.jpg

Durante la Guerra di Secessione, tre ufficiali confederati tradiscono i commilitoni permettendo alle truppe dell'Unione di sterminare un intero reparto. Unico superstite del massacro, Django ha giurato vendetta. Liquidati i primi due traditori, trova che il terzo, Rod Murdock, è ora un ricco proprietario che si fa difendere da una schiera di pistoleri. Django lo affronta nel duello finale.

Seguito apocrifo e di modestissimo livello del film di Sergio Corbucci con Franco Nero. Anthony Steffen (al secolo Antonio De Teffè), celebre interprete di western spaghetti, è in questo caso anche co-sceneggiatore.


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alle 13:22
del giorno: martedì, 21 aprile 2009
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PER UN PUGNO DI DOLLARI

CON

CLINT EASTWOOD E GIAN MARIA VOLONTE'

Per un pugno di dollari è il primo film della cosiddetta trilogia del dollaro (insieme a Per qualche dollaro in più, 1965, e Il buono, il brutto, il cattivo, 1966), diretta da Sergio Leone ed interpretata da Clint Eastwood.

Caposaldo del genere spaghetti western, viene erroneamente considerato il primo film del genere: in Europa, prima del 1964, erano usciti diversi western, senza però riscontrare lo stesso successo;Per un pugno di dollari, d'altro canto, reinventò il genere, ormai in declino, ridefinendo gli archetipi del western.

Il film è ispirato a La sfida del samurai (Yojimbo) di Akira Kurosawa. Poiché era il primo film di questo genere a essere mostrato negli Stati Uniti, molti membri della troupe e del cast assunsero nomi americani: Sergio Leone usò il nome Bob Robertson (in memoria di suo padre Vincenzo, noto con il nome d'arte di Roberto Roberti), Ennio Morricone firmò la colonna sonora con lo pseudonimo Dan Savio (ma in alcuni titoli è rinominato Leo Nichols), mentre Gian Maria Volonté appare con il nome John Wells.

A proposito delle musiche, che ebbero un grande successo anche come vendite discografiche, è celebre il brano fischiato, eseguito dal maestro Alessandro Alessandroni.

Un pistolero solitario (Clint Eastwood, nella parte dell'Uomo senza nome) arriva a San Miguel, una cittadina al confine tra gli Usa e il Messico e decide di alloggiare alla locanda del paese dove diventa amico del proprietario, Silvanito. Lì viene a sapere della lotta tra le due famiglie dominanti della città: i fratelli Rojo — Don Benito (il fratello maggiore, capo della famiglia), Esteban (un elemento poco brillante, anello debole dei tre) e Ramón (spietato assassino e rapinatore, abilissimo nell'uso del fucile, interpretato da Gian Maria Volonté) — e la famiglia di John Baxter, sceriffo della città. I Rojo sono commercianti di alcol mentre i Baxter vendono armi: le forze delle due famiglie si equivalgono.

L'uomo senza nome decide di vendersi, apparentemente per un pugno di dollari, a entrambe, facendo una sorta di doppio gioco. Allo stesso tempo riesce a far scontrare le famiglie più volte tra loro. Salva anche la prigioniera di Ramón, Marisol, permettendole di riunirsi ai suoi cari e di lasciare quindi San Miguel con il marito Josè e il figlioletto Jesus, e dando loro gran parte dei soldi ricavati precedentemente.

Catturato e torturato dai Rojo, Joe (così viene chiamato l'Uomo senza nome in questo film) con l'aiuto del becchino-falegname Piripero (Joseph Egger), si nasconde in un rifugio sicuro per ristabilirsi dalle terribili ferite subite. I Rojo, credendo che Joe avesse trovato asilo dai Baxter, incendiano il quartiere generale della famiglia nemica uccidendo tutti, compresi lo sceriffo, sua moglie e il figlio.

Una volta ripresosi dal violento pestaggio, Joe ritorna in città per lo scontro finale contro Ramón e i suoi. Il suo arrivo inaspettato è annunciato dallo scoppio di un candelotto di dinamite che riempe di fumo la via principale di San Miguel; quando il fumo si dirada Ramón e quattro dei suoi uomini vedono la figura di Joe stagliarsi in lontananza. Epica l'ultima sequenza (una delle più famose del genere western) in cui il duello finale ideato da Sergio Leone vede a confronto faccia a faccia, Clint Eastwood e Gian Maria Volonté. Inizialmente questo spara tutto il caricatore del suo Winchester verso Joe che si avvicina, sempre mirando al cuore, come Joe gli ripete mentre continua ad avvicinarsi, rialzandosi incredibilmente dopo che ogni colpo sembra averlo ucciso. Infine, quando Joe, essendo ormai arrivato a tiro di pistola, si rialza ancora e il Winchester scatta a vuoto avendo finito le munizioni, Joe allarga il poncho e fa vedere perché non è morto facendo cadere la pesante lastra metallica che portava all'altezza del cuore e su cui vi erano i sette segni dei colpi di fucile. Infatti, conoscendone la mania di colpire col fucile l'avversario sempre al cuore, Joe lo aveva affrontato indossando come giubbetto anti-proiettile, una lastra d'acciaio. Dopo un attimo di silenzio gli uomini di Ramón cercano di estrarre le pistole ma Joe uccide i quattro uomini e fa volare il fucile di Ramón, utilizzando il sesto colpo per tagliare la corda a cui era stato appeso Silvanito per cercare di fargli dire dove fosse Joe. A questo punto, sbaragliati i componenti dell'intera banda, il protagonista affronta il capobanda Ramón. Clint Eastwood ripete la frase detta da Ramón tempo prima, "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto": i due uomini hanno le proprie armi ai loro piedi e in mano un solo proiettile per caricare l'arma e poi quindi sparare; tagliente la successiva frase di Clint Eastwood "vediamo se è vero".

Joe uccide Ramón e riporta quindi la giustizia a San Miguel lasciando il paese prima che arrivino le forze governative.


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alle 12:39
del giorno: mercoledì, 08 aprile 2009
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LA RESA DEI CONTI
CON
LEE VAN CLEEF
E TOMAS MILIAN
http://4.bp.blogspot.com/_v3RfhHlwWSU/RZQRVh778qI/AAAAAAAAAEI/SLGGmtBSVAs/s400/Resa_dei_conti.jpg
La resa dei conti è un film diretto da Sergio Sollima e proiettato per la prima volta in pubblico il 3 marzo 1967

Jonathan Corbett (Lee Van Cleef), famoso pistolero, riceve l'incarico di catturare il giovane messicano Cuchillo (Tomás Milián), accusato di aver ucciso e violentato una ragazza. La caccia è lunga e Cuchillo riesce sempre a eludere il suo inseguitore fino alla svolta finale sulla vicenda carnale, dove si chiarirà tutto e giungerà la resa dei conti dove Cuchillo risulterà innocente e Lee Van Cleef il salvatore dopo aver capito la verità.

Il duello finale 

Sergio Sollima ha recepito l'insegnamento di Sergio Leone collezionando nel finale due duelli memorabili: il primo battezzato Knife vs Gun ("coltello contro pistola") con Cuchillo, maestro col coltello, contro un pistolero; il secondo, tra Lee Van Cleef e Gérard Herter, che utilizza una fondina speciale di sua invenzione, accompagnato dalla melodia Per Elisa di Beethoven a scandire i secondi verso la morte di uno dei due. Grandi duelli entrambi, originali e coinvolgenti.


commento scarabocchiato da: uomodelwest
alle 13:19
del giorno: sabato, 04 aprile 2009
a proposito di film
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SERGIO LEONE
una leggenda italiana

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/5/55/Sergio_Leone.jpg/300px-Sergio_Leone.jpg

Sergio Leone (Roma, 3 gennaio 192930 aprile 1989) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. È stato uno dei più importanti registi della storia del cinema, particolarmente noto per i suoi film del genere spaghetti-western.

Leone è considerato uno dei più importanti registi della storia del cinema, nonostante abbia diretto pochi film nella sua carriera: la sua regia innovativa, ricca di originalità e stile, ha fatto scuola ed ha contribuito alla rinascita del western negli anni sessanta, grazie a film come Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo (che formano la cosiddetta trilogia del dollaro), C'era una volta il West e Giù la testa, ai quali si affianca C'era una volta in America, un gangster-movie, che vanno a formare la cosiddetta "trilogia del tempo".

Gli anni sessanta: gli "spaghetti-western" ed il successo 

Nei primi anni sessanta, la richiesta di peplum si esaurì, e Leone fu fortunato ad essere tra i primi pionieri del genere che prese il loro posto nelle preferenze del largo pubblico, il western, dando anzi vita ad un proprio importante sottogenere di matrice italiana, noto con il nome di spaghetti-western, il cui modello di stile divenne il primo film del genere del regista, Per un pugno di dollari, del 1964, uno dei più famosi della storia del genere. Il film ricalca in gran parte la trama de La sfida del Samurai (in giapponese Yojimbo), film di Akira Kurosawa del 1961. Infatti Leone fu accusato di vero e proprio plagio da Kurosawa, che vinse la causa ottenendo come risarcimento i diritti esclusivi di distribuzione (di Per un pugno di dollari) in Giappone, Corea del Sud e Taiwan, nonché il 15% dello sfruttamento commerciale in tutto il mondo.

Ha lanciato nel firmamento delle star Clint Eastwood, che fino ad allora era rimasto un modesto attore televisivo statunitense con pochi ruoli al suo attivo. In questo periodo si firmò spesso Bob Robertson, una anglofonizzazione del nome d'arte usato dal padre Vincenzo, Roberto Roberti.

La versione definitiva del film fu fortemente condizionata dai problemi di budget basso e in parte alle numerose ubicazioni spagnole; presenta una violenta e moralmente complessa visione del Far Westantieroi, personaggi dalle personalità complesse, astuti e spesso senza alcuno scrupolo. Questi elementi di crudo realismo continuano a vivere nei western odierni, ed hanno avuto forti influenze anche al di fuori del genere stesso. statunitense che sembra da un lato rendere tributo ai classici western, mentre da un altro se ne distacca nei toni. Leone portò nel genere grandi novità, ed il suo stile ha influenza ancora oggi. Nei western tradizionali, tanto gli eroi, quanto i cattivi tendono ad essere perfetti, spesso belli come se fossero usciti da un salone di bellezza. Al contrario i personaggi di Leone presentano elementi di marcato realismo e verità: raramente sono sbarbati, appaiono sporchi, e molto è lasciato alla suggestione dei presumibili odori del corpo. Si presentano in genere come

Leone introduce delle significative novità anche nel linguaggio cinematografico, quali l'utilizzo della ripresa "in soggettiva" e l'alternanza nel montaggio di sequenze con campi molto lunghi, interrotte da brevi flash di primissimi piani. Inoltre è uno dei primi registi che coglie davvero il potere del silenzio, grazie a scene giocate su situazioni di attesa di grande suspense con l'utilizzo di questi primissimi piani assieme a musiche incalzanti.

I due film seguenti, Per qualche dollaro in più ed Il buono, il brutto, il cattivo, completano quella che è conosciuta come la "trilogia del dollaro". Ciascuno di questi film ha potuto beneficiare di un budget sempre maggiore e di migliori mezzi tecnici del precedente, e le capacità del regista sono riuscite anche a produrre risultati via via superiori anche al botteghino. Tutti i film si avvalsero delle notevoli colonne sonore DI Ennio Morricone 


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alle 10:59
del giorno: martedì, 31 marzo 2009
a proposito di registi, miti del west
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